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Was man aus der ladinischen Toponomastik lernen kann


Back to issue: Romanistik in Geschichte und Gegenwart 25,1

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Nelle Dolomiti si scontrano le grandi famiglie linguistiche europee, cioè la Romània (in direzione sud), la Germania (in direzione nord) e la Slavia (in direzione est). Abbiamo conseguentemente a che fare con una toponomastica latino-romanza (ladina, italiana), tedesca (tirolese) e slava (slovena). Molti nomi sono comprensibili a prima vista, ma troviamo anche nomi che risalgono a fasi linguistiche più vecchie. I nomi indigeni che appartengono alla famiglia linguistica latina e romanza non conoscono nessuna interruzione nella traduzione della lingua parlata, perché da sempre il nipote parla la lingua del padre e del nonno. Nel territorio di lingua tedesca la situazione linguistica è diversa, perché ad un certo punto nel Medio Evo il nipote parlava un’altra lingua che il nonno, e il padre bilingue formava il ponte fra la generazione ancestrale e la generazione dei discendenti, cioè fra i parlanti della lingua neolatina, del ladino arcaico, ed i parlanti della lingua tedesca nuova, cioè dell’antico bavarese o tirolese. Alcuni voci neolatini esistono ancora in una forma germanizzata, e tali relitti sono più frequenti nel campo della toponomastica. Si tratta di un fenomeno normale, ma se si vuole ravvivare la romanità storica in una onomastica moderna abbiamo a che fare con motivi politici. Il „nazionalista di confine“ Ettore Tolomei (1865–1952) voleva corroborare le rivendicazioni politiche d’Italia sull’Adige Adige con la creazione di nomi italiani: Il suo Prontuario dei nomi locali dell'Alto Adige (1935) comprende 16.300 nomi italiani che dovevano sostituire i nomi tradizionali tedeschi. Aveva tre metodi per arrivare a un nome italiano: „restituire, sostituire, creare“. „Restituire“ voleva dire introdurre l’etimo neolatino (in una versione italianizzata) della forma tedesca, „sostituire“ sono traduzioni italiane delle forme tedesche, „creare“ è l’invenzione di nomi nuovi senza punti d’appoggio storici. Lo scopo di Tolomei non era di natura storica o linguistica, ma chiaramante d’indole politica nello spirito del fascismo; comunque i nomi coniati da Tolomei costituiscono sempre i nomi ufficiali della provincia di Bolzano